Una giornata di ordinarie strillate
Oggi è stata una giornata come un’altra, dopo una notte passata a riflettere, parlare e, anche un po’ a piangere, mi sono alzata tardi dal letto per il solito caffè ormai quasi amaro. Per fortuna subito dopo pranzo sono uscita un po’ con una mia amica, la sua famiglia mi adora più della mia, sembra che tutti quanti mi adorino più di loro. Ero lì dove tutti mi riempivano di complimenti… è bastato fare tre chilometri e rientrare dentro casa dei miei per subire l’inferno. Non va bene come tengo la stanza, non va bene come rispondo, non va bene come cucino e non va bene nemmeno se do ragione a mio padre piuttosto che a mia madre. Insomma, per un motivo o per un altro c’è sempre qualcuno che urla in questa casa. Io che sono amante della tranquillità davvero mi sento in un girone dantesco. Lo sanno che ho problemi di cuore, che ho bisogno di serenità, eppure niente, darmi addosso, darmi addosso, darmi addosso. Sempre, per tutto. Sembra quasi un dovere da parte loro. E quindi la giornata è stata suddivisa in due parti: complimenti, moine e tante attenzioni da parte di una famiglia di un altra persona e urla e screzi da parte della mia famiglia.
Per fortuna non abito più con loro.
Il concetto di famiglia mi fa proprio cagare, ci sono più doveri che piaceri ed è fondata sull’ipocrisia. La famiglia è un po’ come una banca, i genitori investono su di te e si aspettano che restituisci tutto con gli interessi.
Che palle, sono una persona che somatizza troppo tutte le emozioni, io non posso vomitare, ho lo stomaco distrutto, eppure non riesco a non farlo. Non lo scelgo io, non riesco a tenermi. C’è sempre più sangue. A volte spero di morire, soprattutto quando sono stanca, però non lo voglio davvero, in realtà sono piena di vita e ho voglia di fare mille cose. Ma che depressione, ho lavorato su tante cose nella mia vita, è ora di lavorare sull’autostima, mi sta portando a non vivere bene le cose. Anche le piccole cose! Ho paura di tutto, di come appaio, di come mi vesto, e mi metto troppo a paragone. Se vedo una bella ragazza in giro la prima cosa che penso non è ”ammazza che bella ragazza”, è “magari fossi come lei” oppure vomito e basta. Non per volere mio, è quello il problema. Mi esce da solo.
La mia vita è basata sul prendere la tisana per dormire che però ti fa alzare tutta la notte per pisciare. Risolvi un problema per causarne un altro. Da come scrivo sembra che io sia una depressa… E’ quella la cosa strana, che sto vivendo il periodo più bello della mia vita. Solo che ci sono tante piccole cose che riempiono il vaso e lo fanno strabordare. Le risolvo? O le accetto? In entrambi i casi potete spiegarmi come si fa?

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