2014
Dec 
30

“Perché scrivi solo cose tristi?” “Perché quando sono felice esco”

Filed under: General — Federica @ 00:46  

Oggi mi sono permessa di uscire. Che guaio, mia madre mi ha rinfacciato ‘sta cosa lanciandomi frecciatine del tipo “già è stata poco, poi esce” e altre cagate simili. Giuro che non sono sempre così angosciata e triste, lo sono solo quando sto dentro questa casa. Cioè sul serio non posso neanche sentirmi libera di uscire con i miei amici? Poi chi mi conosce bene sa quanto odio sentirmi in colpa, quanto mi fa stare male e quanto cerco di scappare da queste situazioni. Beh, nulla, continua ad urlarmi in faccia che non mi sta bene niente, che non sa perché ce l’abbia con lei, piange, urla, urla e urla. E io non ce la faccio più, è dalle nove che non mi passa il male al cuore, che non mi passano le nausee e che ho una voglia matta di farmi del male, in qualche modo. Quel male che ti fa stare bene, che so… ogni tanto ripenso alle cose che facevo tanto tempo fa e devo opporre una resistenza durissima. Faccio fatica a scrivere stasera, non per le parole, quelle le trovo quasi sempre, è che non mi reggo sulla sedia. Il dolore persiste ed è sempre più forte, e io ho paura, perché voglio vivere tutta la mia vita e la voglio vivere bene. Ora che ho imparato cos’è l’amore. L’amore per se stessi, per gli altri, per i fiori e per l’aria che respiro. Quanto è dura amare in questi momenti, ma è l’unica cosa che mi fa battere (anche se in maniera dolente) il cuore.

Faccio due minuti di pausa e torno.

Eccomi, ho messo il pigiama e ho acceso una sigaretta. Madonna, mi manca un bicchiere di un distillato qualsiasi per rispecchiare lo stereotipo dello scrittore ubriacone con la sigaretta. Ma io non sono un’ubriacona, tanto meno una scrittrice. In effetti ogni tanto scrivo qualche cagata, ma credo nel fatto che tutti quanti siano scrittori, anche se si scrive solo la lista della spesa, o se si scarabocchia un foglio mentre si è al telefono. Tutti quanti nel corso della loro vita scrivono una lettera, una poesia, una canzone. Chissà quanti scrittori, poeti e cantautori non famosi esistono ma che meritano più fama di quelli che vediamo a Sanremo.

Che palle, ho finito le sigarette.
Non ho neanche troppe idee su quello che voglio scrivere, ho voglia di chiudere gli occhi e svegliarmi nel letto affianco a lui sperando che sia meno freddo di stasera, visto che da un lato ci sono io che sono intrattabile e da un lato c’è lui che è un pezzo di ghiaccio.

Oggi si operava la tipa di un mio amico, l’operazione è andata bene, ne sono felice.
Non ce la faccio più, i dolori sono struggenti, devo andare a stendermi.
Buonanotte, anzi, buonanottata.

2014
Dec 
29

Che grande rottura di cazzo

Filed under: General — Federica @ 00:46  

Anche oggi la giornata è iniziata tardi. Anche se alle 8 mi sono svegliata con una sensazione strana, negativa. Sentivo c’entrasse qualcosa il mio ragazzo, e infatti aveva fatto un brutto sogno. Per fortuna poi mi sono riaddormentata e ho proseguito i miei sogni e i miei incubi. Alzataccia anche oggi, mi sono fatta anche male nel sonno, come non si sa. Mia madre mi ha rotto il cazzo per l’ennesima volta per il fatto che sono andata via di casa e che le manco. A me lei non manca per niente. Urla sempre, urla per tutto. Manca solo un giorno e mezzo e poi me ne rivado a fanculo dove sto bene. In compenso ho comprato un paio di scarpe nuove che adoro (come dicevo nel post precedente ovviamente non sono di pelle né di marca).

Ho un mal di stomaco fortissimo, mi viene anche oggi da vomitare, ma resisto.

2014
Dec 
28

Damn mirror

Filed under: General — Federica @ 00:17  

Pensavo fosse sufficiente quel che ho scritto nel post precedente, ho spento il pc e sono andata in bagno. Mi sono specchiata, grande errore. Sono scoppiata in lacrime, continuando a fissarmi, a cercare i dettagli sul mio volto. Ha ragione il mio ragazzo, mi si muove il ”labbrino”. Lui ha un debole per il mio labbrino, le prima volte che uscivamo non si staccava, me lo mordeva e succhiava tanto da farci dei lividi. Ho bisogno di fumare. Aspiro profondamente la mia marlboro rossa, sento il fumo nei polmoni. Mi calmo. Gli occhi diventano rossi e il trucco cola. Una volta lui, guardando una foto dei miei occhi ”post pianto” mi disse: ”sei forte, si vede tanto nei tuoi occhi. Si vede che hai pianto, ma sono decisi, forti, si vede che sei una che non molla”. E’ vero, mi sono sempre rialzata. Odio il mio volto, il mio corpo, e sto lavorando davvero tanto, sia per cambiarlo che per apprezzarlo. Cerco in lui i complimenti, è vero, ma forse quello che realmente cerco sono i complimenti da parte mia. Sentirmi dire ”sei bella” mi farà sentire effettivamente bella? Non lo so, sicuramente mi aiuterebbe, ma forse devo iniziare a dirMi ”sei bella” per sentirmici. E’ vero che se stai bene con te stesso poi stai bene anche con gli altri. Mi dicono che devo imparare a stare da sola perché sono l’unica che sarà con me per tutta la vita. Ma che ne sanno loro di tutte le volte che mi sono tesa la mano per rialzarmi? Le volte che son stata da sola. Le volte che ho pianto da sola e non avevo nessuno che mi dicesse ”ei, va tutto bene”. Mi son sempre fatta forza da sola. Sì, lo urlo con fierezza che sono una tipa tosta, forte. Ma anche io ho i miei crolli, anche io ho bisogno di sfogarmi. Solo che sono pesante, solo che non sempre la gente è pronta ad ascoltarmi. Stare da soli non è bello, non per tutti, non per me. Sono stata sola per troppo, troppo tempo e non voglio più esserlo… ma riconosco che essermi vicino non è facile, ci vuole fegato e pazienza, e mi rendo conto che troppo spesso allontano le persone anziché avvicinarle.

Ho tanto male al cuore adesso, il dolore mi agita ancora di più e quindi aumenta. E’ un fottuto cane che si morde la gola. Ho vomitato, devo smetterla, cazzo. Forse non sono così forte. Sto male per delle cazzate, devo rivalutare le mie priorità. Lo stress di solito fisicamente esce fuori tramite brufoli.. io lo butto fuori vomitando. Prima lo decidevo io, ora non più, so controllarmi spesso eh, ma non tanto spesso. Quanto vorrei essere diversa, con interessi diversi. Quanto vorrei essere stupida, bella, parte integrante del sistema contro cui lotto, forse in quel modo sarei felice. Non riesco ad esserlo però. Non posso farci niente se prima di compare un paio di scarpe controllo che non siano di marca, che non siano di pelle e solo per ultimo la bellezza. Non posso farci niente, non sono quel tipo di persona. Non mi mancano i ”corteggiatori”, lo ammetto, ma quello è perché ho un carattere espansivo e la gente crede che io sia una ragazza facile. Devo smetterla di paragonarmi alle tipe fighe senza cervello. Devo andare a letto.

Ma prima un’altra sigaretta.

2014
Dec 
27

Una giornata di ordinarie strillate

Filed under: General — Federica @ 23:19  

Oggi è stata una giornata come un’altra, dopo una notte passata a riflettere, parlare e, anche un po’ a piangere, mi sono alzata tardi dal letto per il solito caffè ormai quasi amaro. Per fortuna subito dopo pranzo sono uscita un po’ con una mia amica, la sua famiglia mi adora più della mia, sembra che tutti quanti mi adorino più di loro. Ero lì dove tutti mi riempivano di complimenti… è bastato fare tre chilometri e rientrare dentro casa dei miei per subire l’inferno. Non va bene come tengo la stanza, non va bene come rispondo, non va bene come cucino e non va bene nemmeno se do ragione a mio padre piuttosto che a mia madre. Insomma, per un motivo o per un altro c’è sempre qualcuno che urla in questa casa. Io che sono amante della tranquillità davvero mi sento in un girone dantesco. Lo sanno che ho problemi di cuore, che ho bisogno di serenità, eppure niente, darmi addosso, darmi addosso, darmi addosso. Sempre, per tutto. Sembra quasi un dovere da parte loro. E quindi la giornata è stata suddivisa in due parti: complimenti, moine e tante attenzioni da parte di una famiglia di un altra persona e urla e screzi da parte della mia famiglia.
Per fortuna non abito più con loro.

Il concetto di famiglia mi fa proprio cagare, ci sono più doveri che piaceri ed è fondata sull’ipocrisia. La famiglia è un po’ come una banca, i genitori investono su di te e si aspettano che restituisci tutto con gli interessi.

Che palle, sono una persona che somatizza troppo tutte le emozioni, io non posso vomitare, ho lo stomaco distrutto, eppure non riesco a non farlo. Non lo scelgo io, non riesco a tenermi. C’è sempre più sangue. A volte spero di morire, soprattutto quando sono stanca, però non lo voglio davvero, in realtà sono piena di vita e ho voglia di fare mille cose. Ma che depressione, ho lavorato su tante cose nella mia vita, è ora di lavorare sull’autostima, mi sta portando a non vivere bene le cose. Anche le piccole cose! Ho paura di tutto, di come appaio, di come mi vesto, e mi metto troppo a paragone. Se vedo una bella ragazza in giro la prima cosa che penso non è ”ammazza che bella ragazza”, è “magari fossi come lei” oppure vomito e basta. Non per volere mio, è quello il problema. Mi esce da solo.
La mia vita è basata sul prendere la tisana per dormire che però ti fa alzare tutta la notte per pisciare. Risolvi un problema per causarne un altro. Da come scrivo sembra che io sia una depressa… E’ quella la cosa strana, che sto vivendo il periodo più bello della mia vita. Solo che ci sono tante piccole cose che riempiono il vaso e lo fanno strabordare. Le risolvo? O le accetto? In entrambi i casi potete spiegarmi come si fa?

Perché ex autolesionista?

Filed under: General — Federica @ 01:38  

Mi presento, sono Maya. Ho raggiunto la maggiore età da pochi mesi e la mia vita fa invidia ai più. Sono fidanzata con un ragazzo meraviglioso che amo, che mi ama e con il quale convivo. Il mio stile di vita rispecchia i miei ideali, godo di una discreta intelligenza e riesco a farmi volere bene quasi da tutti. Perché ex autolesionista allora? Cosa c’è stato nel mio passato che mi ha portata a farmi del male? Vi racconto in breve la storia della mia vita, anzi, credo che non sarò breve, non mi importa se annoierò qualcuno o se non sarà letto tutto il racconto.. o se qualcuno mai lo leggerà.

Sono nata a Roma, nella città eterna, da una famiglia strana di origini Abruzzesi. Non ho vissuto per molto tempo in città, forse due o tre anni, poi ci siam trasferiti in un paese di provincia. Una casa piccola, accogliente e con un bel giardino, molto grande, con un albero con su la sua casetta costruita da me e mio zio. La mia vita è stata abbastanza normale fino al compimento dei sei anni. Quattro anni dopo la mia esistenza su questo pianeta iniziai a condividere la mia stanza con un piccolo bambino sempre triste e musone, mio fratello che, a distanza di quattordici anni è rimasto triste e musone. Per fortuna non condividiamo più la stessa stanza. Due anni dopo la sua nascita, durante l’estate, mia madre decise di tornare a lavorare e lasciarmi quindi ad un parente, molto vicino a lei, suo padre. Lo stesso uomo che quell’estate decise di rubare la mia infanzia.

Inizierò ad utilizzare termini crudi e diretti, se siete sensibili in alto a destra c’è una ”x”, cliccatela.

Non so per quale assurda perversione lui decise di mirare per molto tempo al mio sedere. Non so cosa ci trovasse di sensuale o attraente nel culo di una ragazzina di sei anni. Eppure finché non mi fidanzai, finché non ebbi il mio primo rapporto sessuale con un ragazzo lui non mi sfiorò la vagina. Poi abusò anche di lei, lasciando dei segni indelebili. Ma quella è un’altra storia. Ebbi dei gravi problemi quando iniziai a sviluppare una sessualità. Non si sa per quale motivo ero particolarmente devota in ”zozzerie” strane con i miei compagni e le mie compagne di classe. Non avevo (e non ho) molta autostima e quindi ero molto poco selettiva, qualsiasi persona mi volesse poteva avermi. Nessun ragazzo con cui sono stata mi ha tratta bene, farò una breve lista per farvi capire più o meno le dinamiche di ogni relazione. Inventerò i nomi onde evitare problemi.

Il mio primo ragazzo, Roberto, mi invitò a casa sua, avevo una cotta per lui da un sacco di tempo e lui lo notò. Accettai l’invito senza pensarci due volte. Ci siam baciati sul suo letto, abbracciati, avevo le guance in fiamme… Poi lui mi disse ”abbiamo finito te ne puoi andare”.
Dopo circa un anno ci fu Lorenzo, bellissimo, ero cotta anche di lui. Mi usò in un bagno di una festa per poi dirmi che era fidanzato, per poi prendermi in giro, mettere in giro in voci non vere e mettermi anche le mani addosso.
Poi ci fu Marco, 5 anni più grandi di me. Mi lasciò lui perché LUI mi mise le corna.
Poi ci fu Alberto, che mi ficcò il suo cazzo in bocca per poi venire senza che io volessi.
Poi fu il turno di Nicholas, 20 anni più grande di me che lasciai io perché si innamorò di me.
Poi Mattia, con il quale sono stata quasi due anni che tra corna, sesso non voluto e altre cose mi ha trattata con una bambola gonfiabile per poi farsi lasciare.

Quando ufficializzai la mia prima relazione in casa era scontato per tutti che a quel punto non fossi più vergine. Quindi mio nonno decise di cambiare lato, e diventare amico anche della mia figa. Sono rimasta incinta tre volte.

In tutte queste peripezie ho tentato il suicidio quattro volte, mi sono tagliata, sono stata per tre anni e mezzo bulimica e se sono viva è un po’ per miracolo e un po’ grazie al mio attuale ragazzo. Forse il miracolo è stato proprio incontrarlo.
Mi ha incontrata che arrancavo in un mare di merda, mi ha afferrata dai capelli per dirmi “ei, da oggi ci penso io a te”.

Ora non mi faccio più del male anche se le cose non vanno benissimo. Certo, la mia vita è meravigliosa, non potrei chiedere di meglio, e non voglio chiederlo! Però sono rimaste alcune ansie, alcune paure che non riesco a sconfiggere, e più cerco di braccarle più escono fuori. Ho paura di non bastare o di essere troppo presente, di non essere carina, di non essere dolce o di esserlo troppo. I miei genitori mi assillano, non godo di ottima salute e altri cazzi. Per questo sono un ex autolesionista, per questo lo uso ancora come termine, perché non mi faccio più del male ma soffro ancora.
Da un lato sono positiva, so che presto passerà e quindi sono fiera di gridare a tutti i miei ex, a mio nonno e a chiunque mi abbia fatto del male… che sono viva, che  mi godo ogni istante della mia vita, che è splendida, che è perfetta, e per quanto voi abbiate tentato di distruggerla, io sono qui a respirare ogni respiro che mi resta per godermeli fino agli ultimi atomi di ossigeno.

Questa sono io, ci sarebbero tante altre cose da dire per presentarmi in toto. Ascolto e leggo roba noiosa, non mi piace la discoteca, amo far l’amore e sentire le mani aperte sulla schiena che mi cingono tra le braccia. Odio il solletico ma amo i grattini che mi procurano comunque solletico. Odio chiunque tenti un approccio fisico con me senza chiedermelo. Ho una coscienza politica, il che mi porta ad avere un cerchio di amicizie molto poco ampio ma non so per quale motivo mi vogliono bene quasi tutti. Sì, sono simpatica e allegra, ma non so cosa spinga gli altri ad affezionarsi a me.

C’è un ultima cosa che è giusto che voi sappiate: sono innamorata, sono innamorata davvero tanto. Questo amore che ha messo in discussione alcune cose contro cui lottavo… il matrimonio, il figliare…
Sono innamorata e voglio sposarlo, voglio invecchiare con lui e morire con il cuore ancora caldo grazie ai suoi occhi dolci che mi guardano innamorati.